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Una donna in lotta con il tempo, inevitabilmente spietato e tiranno. Ma nel suo caso a essere tiranno è il Tempo con la T maiuscola, ovvero la Storia. Perché nascere nella Romania del dopoguerra è una lotta col Destino ed essere in contrattempo una condizione esistenziale contro la quale si può fare ben poco, se non si hanno sogni inossidabili e un coraggio da leoni. La soluzione c’è: andare via e continuare a lottare da lontano. Essere una giornalista dopo Ceausescu è infatti un’impresa titanica: la verità annienta ogni speranza, la fiducia nel futuro è ormai sconfitta e il Signor Meglio, tanto acclamato durante la rivoluzione del 1989, non si è ancora fatto vedere. In Italia è possibile ricominciare, ma anche qui niente è come sembra, soprattutto se occorre scrollarsi di dosso i pregiudizi e prendere le distanze dai fatti di cronaca che fanno di ogni romeno un delinquente. Un pugno di parole fluide e potenti, uno spaccato veritiero di una realtà vicinissima alla nostra ma che troppo spesso ignoriamo: chi di noi conosce i bambini nelle fogne di Bucarest, le malefatte della dittatura comunista in Romania, le sofferenze e i soprusi che dal lontano 1945 hanno devastato un intero paese?
Mihaela Cazacu afferma di essere nata nel posto sbagliato al momento sbagliato, ovvero la Romania del 1965. Se la macchina del tempo non fosse un’utopia, vorrebbe intraprendere uno splendido viaggio nella belle époque, e magari restare a vivere per sempre negli scintillanti anni Venti. In Romania è stata a lungo giornalista per il Posto Nazionale di Televisione (TVR), nel 2000 è arrivata in Italia e per cinque anni ha vissuto a Rimini. Poi si è trasferita in Umbria, dove tuttora vive con il suo compagno e i suoi bellissimi cani. Il motto che rispecchia la sua personalità è: “Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio”.
isbn: 978-88-6396-231-7 Anno di edizione: 2012 Pagg: 56
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